Federico Chiesa

I valori del giovane Federico (Chiesa)

Luigi Di Maso #SportStories, Blog 2 Comments


A Firenze c’è un punto esatto, una stradina, dove se passi in auto o a piedi, è impossibile non pensare al calcio.  Non è viale Fanti, perché lì semmai si respira un qualcosa che ha a che fare con lo sport più in generale. Parlo di Via della Torre.

C’è un punto esatto in cui ti trovi circondato da una parte dai campi del Centro Tecnico di Coverciano, e dall’altra da quelli della Settignanese. Pensa che ad un ragazzo d’oro come Federico Chiesa, la vita ha concesso una metafora tangibile. Federico calcisticamente parlando non ha fatto altro che attraversare quella strada, da un lato del marciapiede all’altro. Passando dal rossonero della Settignanese all’Azzurro della Nazionale. Permettendosi una tappa, il viola della Fiorentina. Che poi definirla “tappa” è riduttivo.

Le origini

“Non l’ho proprio allenato io qui, ma un certo Kurt Hamrin. Io l’ho proposto alla Fiorentina”.

Quando mi sono trovato faccia a faccia con lo scopritore di Federico Chiesa è questo quello che mi sono sentito dire alla domanda sulle sue origini. La frase l’ha pronunciata Maurizio Romei, il factotum della U.S. Settignanese. 

Un certo Kurt Hamrin”, pronunciato con una smorfia sorridente, quasi a dire che a Federico Chiesa i bravi maestri non sono mancati. “All’uccellino” svedese poi è anche dedicato uno dei famosi campi di allenamento in sabbia. Un’ossessione per Romei all’interno del suo centro sportivo. Chiesa cresce in buone mani in quel di Settignano.

Ha alcuni movimenti del babbo, ma non avrei mai pensato si sarebbe reso protagonista di un’esplosione simile”. 

Entra nel dettaglio Romei. E sono abbastanza sicuro che questa è stata la stessa frase con cui l’uomo dalle cinquemila panchine ha salutato Federico nel 2007, l’anno del passaggio alle giovanili della Fiorentina. Tra un po’ capirai il perché di quella frase.

Federico Chiesa

Alla Settignanese giocava dal 2002, all’età di 5 anni praticamente.

Iniziò subito dopo il ritorno del padre, altro grande talento del calcio italiano che in quel periodo finiva l’esperienza con la Sampdoria, per venire a giocare nella Fiorentina. Da Genova a Firenze. Per questo Federico è nato lì, ma ci ha vissuto solo per 3 mesi.

La Fiorentina

Le squadre e le città di Chiesa senior condizioneranno quello che sarà il futuro di Chiesa junior. A Firenze ci restano in pianta stabile, e calcisticamente, Federico cresce in viola tanto da diventarne poi un grande tifoso. Un fiorentino nel cuore.

“Signor Romei, confesso di seguire Federico Chiesa da quando giocava negli Allievi Nazionali. Non è che trovasse molto spazio”.

Come ti ho anticipato prima, anche Romei era d’accordo con me su questa cosa e non ha mai negato qualche dubbio su Federico. Sì perché nelle prime esperienze tra la viola Chiesa gioca una sola partita in un anno, nei Giovanissimi, perché il gruppo dei ’97 aveva altri due attaccanti: Pasquale Colato (gli avrò visto segnare almeno 30 gol ai tempi di Calciopiù) e Betti.

Federico Chiesa

La stranezza del calcio vuole che questi ultimi oggi giochino tra i dilettanti, in Serie D, mentre Chiesa, beh, lo sappiamo.  La svolta per Federico arriverà con l’allenatore Federico Guidi e il suo 4-3-3 che prevede un posto per Chiesa junior, attaccante esterno. Poi la promozione di entrambi in Primavera. Il resto della storia la conosciamo, anche per Guidi, che da allenatore se la sta cavando bene. Il destino e l’intelligenza di Paulo Sousa (allenatore nel cuore di Federico) hanno voluto che l’esordio tra i grandi si consumasse proprio contro una squadra in particolare: la Juventus, il 20 agosto 2016, all’età di 18 anni.

L’etica di Federico 

Quando può fugge dai paragoni con il padre. Con un particolare complimento di Enrico, però, subito gonfia il petto.

“Una volta mi ha detto di essere orgoglioso di me perché in campo non mollo mai, sono uno generoso. Mi fa piacere questa cosa perché me la sento mia. Inoltre molti ragazzi della mia età pensano all’IO anziché al NOI.

Dalle varie interviste di Chiesa emerge sempre una costante: semplicità e modestia.

Federico Chiesa

In questo senso, molto del merito è del padre Enrico. Uno che la Serie A l’ha giocata (più di 500 partite) e ci ha segnato (138 gol). E della mamma Francesca. Di loro Federico dice: “Mi hanno dato le istruzioni per non perdermi in un mondo luccicante ma pieno di insidie”.

Papa Enrico poi non si è mai intromesso nelle decisioni di campo, dalle giovanili alla prima squadra. Se Federico chiede consigli Enrico lo rimbalza al suo allenatore: “Hai già un mister”.

Zero pressioni e solo tanto lavoro, perché come ha riferito il babbo “Ti potrai considerare un giocatore di Serie A solo dopo le 300 partite”. Un ambiente sano già in casa, e lo capirai ancora di più con la parte finale di questo articolo.

La cultura

Se pensi che un calciatore non debba studiare e frequentare l’università, o che per forza di cose siano tutti ignoranti, allora non contattarmi mai per prendere un caffè insieme. Non entrare nella pagina contatti di QBR, please.

Anche su questo aspetto, che pochi sottolineano, Chiesa è un destinato più che un predestinato. Ha studiato all’International School of Florence, una scuola bilingue dove ogni giorno si fanno sette ore d’inglese e un’ora di italiano. Nella scuola ci sono l’ottanta per cento di ragazzi stranieri, anche per questo l’attaccante viola si definisce uno “Open Mind”. Nonostante il destino programmato con la prima squadra, grazie alla stima di Sousa (devi ringraziare il portoghese se a Firenze ci sarà un’altra bandiera), Federico ha deciso di iscriversi all’Università.

Prima a scienze motorie, per “Scoprire e studiare meglio il proprio corpo”, dopo 6 mesi il cambio con Chimica. Anche se il suo grande sogno era la scuola di Fisica, troppo impegnativa però, con 4-5 allenamenti settimanali da sostenere.

Sì, perché Federico è uno che da sempre si è voluto destinare a cose grandi. Se col calcio non andava nel modo giusto, avrebbe avuto un gran ventaglio di opportunità grazie allo studio mai trascurato. E la paura di sbagliare non l’ha mai vissuta con ansia. «Se non avessi fatto il calciatore, avrei fatto il fisico. L’universo è un pensiero fisso». 


Comments 2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.